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Gli antiossidanti bloccano i radicali liberi e di conseguenza bloccano l’invecchiamento, i tumori, l’arteriosclerosi. Tutti gli esseri viventi hanno dei meccanismo difensivi antiossidanti. I più importanti sono la superossido dismutasi a base di manganese, il cui tasso è correlato alla durata della vita nelle varie specie, la glutationo perossidasi a base di selenio, le catalasi.
I nutrienti antiossidanti sono assunti coll’alimentazione e sono la vitamina E, la vitamina C, il betacarotene, il coenzima Q 10, il selenio, il manganese, il magnesio, il potassio, i citocromi, la licopina. La concentrazione di antiossidanti nei tessuti dipende e varia in funzione dell’alimentazione.

In una ricerca eseguita nell'università di Birmingham in Alabama è stato accertato che i flavonoidi estratti dai vegetali e dai frutti ricchi in flavonoidi inibiscono la crescita delle cellule cancerose al 90%. Stati precancerosi sono sempre presenti nei tessuti degli esseri viventi, il cancro si sviluppa in presenza di aumento del rischio ossidativo provocato dal fumo, dai raggi ultravioletti o da eccesso di esercizio fisico o da sostanze tossiche dell'aria o dell'acqua. Questo studio indica la grande importanza dell'alimentazione ricca di frutta e verdura cruda. Un nuovo flavonoide è stato isolato dai semi dell'uva, è stato chiamato activin. Esso esplica una azione antiossidante più potente della vitamina E 2.1 volte, più potente del betacarotene, 7.3 volte, e 4.8 volte più potente della vitamina C. Questa sostanza spiega il paradosso francese: benché la dieta francese sia molto ricca in grassi saturi, la frequenza di malattie cardiovascolari è molto bassa. Quale è il segreto? Gli esperti pensano che ciò sia da attribuire al vino rosso, molto usato. Il vino bianco non possiede questa azione, difatti non è fermentato coi semi come il rosso. Oltre le malattie cardiovascolari quali malattie provocano i radicali liberi? Essi sono alla base dell'invecchiamento del cancro, della cataratta.

I flavonoidi differiscono da frutto a frutto e da foglia a foglia, sia come tipo di flavonoidi sia in quantità e potere antiossidante. Esiste uno studio approfondito dell'università di Boston sul potere antiossidante dei vari vegetali. Al primo posto come potete antiossidante tra gli anti ossidanti c'è la frutta nera tipo uva nera e prugne nere, mirtilli, more, fragole. E' stata stabilita una misura del potere antiossidante dei vegetali, ed è stata definita una unità di misura, cui è stato dato il nome di ORAC (oxigen radical absorbance capacity). Per mantenersi in forma, ogni persona dovrebbe introdurre una quantità di antiossidanti pari a 5000 unità al giorno. E' essenziale mangiare crudo, la cottura riduce o distrugge i flavonoidi.

I cibi sono stati suddivisi in tre gruppi, secondo il potere antiossidante:
nel primo gruppo sono inclusi i cibi che apportano 200 unità ORAC per porzione :

  • Albicocche 3 =172 unità
  • Melone tre fette =197 unità
  • Cavolfiore cotto una tazza=400 unità
  • Pera 1= 222 unità
  • Pesca 1= 248 unità
  • Banana 1=223 unità
  • Mela 1=301 unità
  • Melanzana 1 =326 unità
  • Cetrioli 1=36 unità
  • Pomidori 1= 116unità
  • Spinaci crudi 1 piatto =182 unità
  • Fagiolini cotti una tazza=404 unità.

2 Gruppo:
Alimenti che apportano 500unità per porzione :

  • Pompelmo rosa 1=1188 unità
  • Avocado 1=571 unità
  • Kiwi 1=458 unità
  • Uvetta nera 1 cucchiaio =396 unità
  • Cipolla 1=360unità
  • Cavoli di Bruxelles cotti 1 tazza=1384 unità
  • Patata americana 1= 433 unità
  • Peperone 1=529 unità
  • Susina 1=626 unità
  • Succo di arancia 1 bicchiere =1142 unità
  • Patata arrosto 1=575 unità
  • Succo di pompelmo 1 bicchiere =1274 unità
  • Uva nera un grappolino =569 unità
  • Uva bianca 1 grappolo =357 unità

3 Gruppo
Alimenti più ricchi di antiossidanti (1200 unità per porzione)

  • Fragole una tazza =1170 unità
  • Prugne nere 3 =1454 unità
  • Arancia 1 =983 unità
  • Mirtilli 1 tazza=3480 unità
  • Spinaci cotti 1 tazza =2042 unità
  • Succo di uva nera 1 bicchiere =5216 unità
  • More 1 tazza =1466 unità
  • Barbabietola cotta 1 tazza =1782 unità
  • Cavolo verde cotto 1 tazza =2048 unità

I bioflavonoidi più conosciuti sono la quercetina, la rutina, l' esperidina, la naringina, la baicalina, il pycnogenolo; i bioflavonoidi svolgono attività antivirale e anticancerigena ; l' azione più marcata si ha contro i virus della poliomielite, dell'epatite A e B, dell'influenza e dell' HIV. In vitro la quercetina e il pycnogenolo inibiscono la replicazione dell 'HIV al 100 %.In alcuni studi la genisteina è stata usata nella prevenzione del cancro e la quercetina nella prevenzione delle infezioni virali.

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Il colesterolo è un componente essenziale delle membrane cellulari, delle liproteine, ed è un precursore di molti ormoni e dei sali biliari. Tutti i mammiferi sintetizzano il colesterolo di cui necessitano. Nell'uomo la sintesi avviene verso le ore 24–2 del mattino, nella misura di 15 mg per kg di peso corporeo al giorno.
Il colesterolo viene trasportato nel sangue dalle lipoproteine VLDL e LDL, che lo trasportano dal fegato ai tessuti; le HDL lo trasportano dai tessuti al fegato. L'abuso di colesterolo alimentare si traduce in ipercolesterolemia. Per ogni 100 mg di colesterolo introdotto 1000 calorie si ha un aumento del colesterolo di circa 8–10 mg/DL. Il colesterolo viene trasportato dalle lipoproteine e viene introdotto dentro le cellule dai recettori che si trovano sulle membrane delle cellule. Il numero dei recettori oscilla in funzione del fabbisogno di colesterolo da 5000 a 50000. I grassi saturi bloccano i recettori e aumentano il tasso di colesterolo nel sangue. I grassi saturi più pericolosi sono l'acidopalmitico a 16 atomi di carbonio, l'acido miristico a 14 atomi, l'acido laurico a 12 atomi di carbonio. Per ogni 1% in più di grassi saturi nel cibo il colesterolo aumenta di 2,7 mg%.
Lo studio Multiple Risk Factor eseguito su 361662 maschi per 6 anni ha dimostrato un netto aumento del rischio di infarto sopra 180 mg% di colesterolo. Il rischio di cardiopatia ischemica aumenta dell'1% per ogni mg di colesterolo in più mentre l'aumento di colesterolo HDL è associato alla diminuzione del rischio di infarto del 4,4% per ogni mg.
In una grossa coorte negli usa, lo studio MRFT, una analisi dei rischi corretta per la covarianza, indica che la più bassa percentuale di decessi, attualmente si verifica con un livello di colesterolo totale di 122 mgr/dl. (TRIAL. Archivi di Medicina Internazionale 152:1490, 1992).
In giappone dove milioni di individui hanno un tasso di colesterolo sierico di 110 - 160 mgr, esiste una aspettativa di vita più lunga di quella degli stati uniti. ci sono pochi dati per ritenere che la riduzione dei valori di colesterolo sierico provochi aumento della mortalità non cardiaca. Invece è documentato che un coronaropatico se non viene trattato presenta una alta probabilità di morire per infarto.
Lo studio MRFIT ha inoltre dimostrato che la mortalità a sei anni raddoppiava, quando il tasso di colesterolo passava da 153 mgr a 226 mgr, e raddoppiava ancora quando il tasso di colesterolo aumentava fino a 290 mgr. Riduzioni rilevanti nella mortalità cardiovascolare si sono verificate negli Stati Uniti dal 1978 ;da quell'anno la mortalità per coronaropatia si è ridotta di oltre il 40%. Il miglior controllo dell' ipertensione, la riduzione del fumo di sigaretta nei maschi adulti, la maggiore attività fisica,la riduzione dei grassi nell'alimentazione sono probabilmente all' origine di questo successo.

Cause di ipertrigliceridemia secondarie :

  1. Eccesso di alcol e di zuccheri semplici
  2. Contracettivi e estrogeni
  3. Obesità
  4. Diabete mellito
  5. insufficienza renale cronica
  6. Morbo di Cushing, terapia cortisonica

Cause di ipercolesterolemia secondarie:

  1. Eccesso di colesterolo o grassi saturi o entrambi nella dieta
  2. Ipotiroidismo
  3. Malattie epatiche ostruttive
  4. Sindrome nefrosica
  5. Mielosa multiplo
  6. Progestinici, anabolizzanti

Le lipoproteine VLDL e LDL trasportano il colesterolo dal fegato ai tessuti, le HDL lo trasportano dai tessuti al fegato. Le lipoproteine essendo molto ricche di grassi sono aggredite dai radicali liberi, si ossidano e diventano la prima causa di arteriosclerosi. La regressione delle lesioni è possibile tenendo il colesterolo sotto 150 mg%.
Oggi nella terapia della cardiopatia ischemica si consiglia un tasso di LDL sotto i 100 mg. Associamo una tabella col contenuto di colesterolo dei cibi.
I trigliceridi sono composti dall'unione di tre molecole di acidi grassi esterificata col glicerolo. Sono grassi neutri sintetizzati dai carboidrati per essere immagazzinati nelle cellule adipose animali. Gli acidi grassi si dicono saturi se gli atomi di carbonio sono uniti da legami semplici, in alcuni grassi esistono uno o due doppi legami nel primo caso si parla di grassi monoinsaturi, nel secondo caso polinsaturi; a seconda se il doppio legame è in posizione 3 abbiamo gli acidi 3 omega, se in posizione 6 omega 6. Il tasso normale di trigliceridi è di 172 mgr%. Le ipertrigliceridemie possono essere di natura ereditaria o acquisita. Il trattamento dietetico prevede riduzione del peso, riduzione degli zuccheri, aumento del pesce ricco in acidi 3 omega, riduzione dell'alcool, aumento dell'attività fisica

Grassi saturi negli alimenti per 100 g

Burro
Strutto
Lardo
Pancetta
Dolci con crema
49 gr
42 gr
34 gr
24 gr
18 gr
Cioccolato
Formaggi
Maionese
Latticini
Insaccati
20 gr
18 gr
13 gr
11 gr
10 gr

L' indice colesterolo-grassi saturi ( csi ) è stato sviluppato nel tentativo di fornire un indice di aterogenicità ai vari prodotti alimentari, in base al loro contenuto in colesterolo e grassi saturi. più il valore è elevato più aumenta l'aterogenicita' degli alimenti :

ALIMENTI CSI
PESCE BIANCO 4
POLLO SENZA PELLE 6
LATTE INTERO 7
MAIONESE 10
MARGARINA VEGETALE 10
GELATO 13
CARNE (MANZO, AGNELLO, MAIALE ) 13
FORMAGGIO (DAL 32 AL 38 % DI GRASSO) 26
UOVA INTERE 2 29
OLIO DI COCCO, DI PALMA, BURRO CACAO 47

Due acidi grassi insaturi sono necessari alla vita: l'acido linoleico (un acido 6 omega) e l'acido linolenico ( un acido 3 omega). Essi sono indispensabili per la produzione di energia, per la formazione delle membrane cellulari, per il trasferimento dell'ossigeno dall'aria al sangue; per la sintesi di emoglobina, per la funzione delle prostaglandine.
La carenza di questi acidi produce astenia, pelle secca, deficit immunitario, ritardo della crescita, sterilità. L'acido 3 omega si trova nel pesce, l'acido linoleico si trova nell'olio di girasole e di mais. Il loro fabbisogno è di 9 a 18 gr al giorno per l'acido linoleico, per l'acido linolenico è da 2 a 9 grammi al giorno.
I grassi giocano un ruolo fondamentale nelle funzioni di ogni cellula dell'organismo, mentre questi due acidi insaturi svolgono un ruolo essenziale e benefico, i grassi saturi e idrogenati, aumentano il rischio di malattie degenerative, come arteriosclerosi, cancro e diabete. Per acidi idrogenati si intendono degli acidi grassi insaturi fatti diventare saturi mediante un processo chiamato idrogenazione. Le membrane cellulari possono incorporare grassi saturi o insaturi; i fosfolipidi di membrana, ricchi di grassi saturi sono meno fluidi di quelli che incorporano acidi grassi insaturi. Questa mancanza di fluidità danneggia le funzioni cellulari,e aumenta la suscettibilità alla lesione e alla morte cellulare.
Gli acidi grassi essenziali sono coinvolti nella sintesi delle prostaglandine, queste prostaglandine giocano un ruolo in numerose funzioni dell'organismo: la sintesi degli ormoni, la immunità, la vasocostrizione, la regolazione del dolore e dell'infiammazione. Le prostaglandine sono suddivise in tre gruppi principali: quelle della seria 1e3 sono considerate benefiche, mentre quelli della serie 2 hanno effetti dannosi. Gli acidi 3 omega sono i precursori della serie 3, l'acido linoleico (omega 6) sintetizza la prima o la seconda serie di prostaglandine, il tipo di grassi degli oli può influenzare la sintesi delle benefiche prostaglandine di prima serie o delle dannose prostaglandine di serie 2. Le prostaglandine di prima e terza serie sono vasodilatatrici, modulano la coagulazione,abbassano il colesterolo ldl, aumentano il colesterolo hdl, svolgono azione antinfiammatoria. La seconda serie di prostaglandine ha l'effetto opposto.
Il rapporto tra le varie serie di prostaglandine è determinato dalla dieta e può determinare un aumento del rischio di malattia. Vogliamo citare uno studio dell'università di Washington del 1995 su 827 pazienti, questo studio ha dimostrato che l'introduzione di 5,5 grammi di acidi 3 omega, pari ad un pasto di pesce settimanale riduce il rischio di infarto del 50%. E'interessante notare che gli individui con il più alto contenuto di 3 omega nei globuli rossi, avevano una riduzione del rischio del 70%, rispetto a quelli che avevano il tasso più basso. Alta introduzione di acidi 3 omega è legata a un numero inferiore di casi di stroke. Alcuni studi hanno asserito che la quantità di grassi della dieta influenzano l'insorgenza del cancro, e il suo decorso. Alta introduzione di 6 omega sembra legata ad un aumento del rischio di cancro, mentre alta introduzione di omega 3 induce protezione. Studi sugli animali hanno dimostrato che una dieta ricca di 6 omega induce aumento dei tumori e delle metastasi, mentre gli acidi 3 omega hanno azione opposta.

Le lipoproteine sono particelle sferiche il cui centro è costituito da grassi ( colesterolo, esteri di colesterolo, trigliceridi ), avvolto da un rivestimento fatto da proteine e fosfolipidi, solubile in acqua, in modo tale che i grassi possano circolare nel sangue.
Le lipoproteine si differenziano per la grandezza, per la densità, per il tipo di grassi trasportati, e per il tipo di apoproteina. Ne sono descritte 4 tipi: I CHILOMICRONI, LE VLDL, LE LDL, LE HDL, tutte le lipoproteine trasportano trigliceridi e colesterolo in proporzioni diverse, i CHILOMICRONI e le VLDL trasportano più trigliceridi, le LDL e le HDL trasportano più colesterolo.
Le apoproteine servono per legare le lipoproteine ai recettori. I chilomicroni sono sintetizzati nell'intestino, la loro emivita è di 20 o 30 minuti e trasportano il colesterolo degli alimenti e i trigliceridi al fegato e ai tessuti. Le VLDL sono sintetizzate nel fegato, la loro emivita è di 4 o 6 ore e trasportano i trigliceridi ai tessuti. Le LDL sono il maggior carrier di colesterolo, hanno una emivita di 2 o 3 giorni, e trasportano il colesterolo dal fegato ai tessuti; se le ldl si ossidano non sono più riconosciute dai recettori e sono inglobate dai macrofagi e si depositano nell' intima.
Le HDL sono sintetizzate nel fegato e nell' intestino, hanno una emivita di 5 o 6 giorni. Il livello di HDL è inversamente legato al rischio di malattia coronarica. Le HDL avrebbero una azione antiossidante, trasportano il colesterolo dalla periferia al fegato, proteggono l'endotelio.
Gli animali con alto tasso di HDL, ( topi e cani ) sono molto resistenti all' aterosclerosi. Tutte le lipoproteine hanno una diversa apoproteina con cui si collegano ai recettori, quando l'apoproteina si ossida, il recettore non la riconosce più e da qui inizia l'aterogenesi.



Le vitamine sono costituenti essenziali degli alimenti di natura organica, sono indispensabili all'organismo. Le vitamine non forniscono energia ma partecipano ai processi di produzione dell'energia. Le vitamine si distinguono in idrosolubile la C, e il complesso B, e liposolubili la E, la D, la K e la A.
La dieta odierna è povera in vitamine. La cottura, la conservazione, la raffinazione ne riducono il contenuto nei cibi. Ad esempio un bicchiere di latte esposto per due ore alla luce del sole perde il 90% della vitamine B2, mele e pere conservate per lungo tempo perdono gran parte del contenuto vitaminico.





ACIDO FOLICO
È una vitamina contenuta nelle foglie verdi. Il suo fabbisogno è di 400 mcg al giorno. La sua carenza provoca anemia megaloblastica ed è alla base di gravi mal formazioni nei neonati. Nell'adulto la sua carenza si collega con l'aumento dell'omocisteina, sostanza altamente tossica, che determina aumento fino a 2–3 volte del rischio di cardiopatia ischemica.
L'acido folico svolge un lavoro dei più importanti nel metabolismo degli aminoacidi e nella sintesi proteica ( soprattutto nella produzione di Dna e Rna ) e nella riparazione dei cromosomi, pertanto è fondamentale per la normale moltiplicazione delle cellule, e per la crescita dei tessuti.
L'acido folico gioca un ruolo vitale nel mantenimento del codice genetico, regola la suddivisione delle cellule, e il trasferimento dei caratteri genetici da una cellula ad un' altra. Per questo suo ruolo la carenza è associata a displasia. Molte donne presentano una displasia nelle cellule cervicali, che regredisce con l' uso di folati. Una carenza di acido folico è frequente negli alcolisti e nei dispeptici; e anche molte donne in terapia con contracettivi orali sviluppano carenza di acido folico. Durante la gravidanza per l' enorme moltiplicazione cellulare, aumenta enormemente il fabbisogno di acido folico, la sua carenza può portare gravi malformazioni specie nel sistema nervoso, tipo anencefalia o spina bifida o palatoschisi. Nel 1992 una legge ha deciso l' uso di acido folico nelle donne in gravidanza negli USA alla dose di 400 mcg al giorno, per la prevenzione delle anomalie neuronali, oggi viene consigliata una dose di 800 mcg al giorno in gravidanza e durante l 'allattamento. Una classica anemia legata a carenza di acido folico è frequente, esistono dei test per distinguere questa anemia da quella dovuta a carenza di vitamina b12. L'uso prolungato di aspirina, metotrexate, sulfasalazina possono interferire con l'assorbimento di folati.
Bassi livelli di acido folico aumentano il rischio di malattie cardiache e di cancro. Quando l'introduzione di folati è bassa, il livello di acido folico nel sangue si abbassa, il livello di omocisteina, uno dei principali fattori di rischio cardiovascolari aumenta,e si modificano le modalità e i tempi di riproduzione dei globuli rossi e dei globuli bianchi. Le migliori fonti di acido folico sono il fegato, il lievito di birra, e le foglie verde scuro, come quelle degli spinaci.La cottura e il calore distruggono l' acido folico, esso può anche essere distrutto dalla conservazione a temperatura ambiente per lungo tempo. Dal 1998 il grano prodotto negli USA è per legge arricchito con 140 mgr di acido folico per ogni 100 gr di grano prodotto.Secondo gli studi dell 'università di Tufts di Boston, i benefici dell' aggiunta di acido folico includono rischio ridotto di ictus e di cardiopatia. Questi studi hanno dimostrato che i livelli di omocisteina diminuiscono, aumentando l' introduzione di acido folico, i cereali con aggiunta di 665 mcg di acido folico al giorno hanno prodotto un calo dell'omocisteina del 14 %.

Contenuto di acido folico di alcuni alimenti:

  • fegato di pollo una tazza =folati mcg 1024
  • spinaci cotti una tazza=mcg 249
  • succo di arancia una tazza = mcg 71,3
  • papaia una tazza=mcg 50,4
  • fave cotte una tazza =mcg 148
  • avocado uno =124mcg
  • arancia una media =mcg39,7
  • mandorle una tazza =mcg 79,2
  • arachidi una tazza =mcg332
  • lenticchie una tazza=mcg 340mcg
  • fegato di bue fritto 100 gr=220mcg





VITAMINA B1 O TIAMINA
È una vitamina molto importante, la sua carenza determina una grave malattia, detta BERIBERI, caratterizzata da disturbi neurologici, paralisi insufficienza cardiaca. Essa svolge un ruolo fondamentale nella decarbossilazione dei chetoacidi. È contenuta nella cuticola dei semi e la raffinazione e la cottura ne determinano la quasi totale eliminazione. La sua carenza determina psicosi, depressione, irritabilità, diminuizione della memoria. Si consiglia una introduzione di 0,5 mgr per 1000 calorie al dì. L'abuso di the e di carne di carpa contenenti tiaminasi determinino una distruzione della tiamina.
La vitamina B1 è essenziale per la produzione di energia, per il metabolismo dei carboidrati e dei grassi, per la crescita. La sua funzione fondamentale è quella della decarbossilazione. Vitamina B1 e cuore : la carenza marcata di B1 provoca dilatazione cardiaca, uno dei sintomi fondamentali del beriberi e segni di insufficienza cardiaca acuta e cronica.
La severa carenza di B1 può provocare la sindrome di Korsakoff, caratterizzata da confusione mentale, perdita della memoria, amnesia.
Una altra malattia dovuta a carenza di B1 è la sindrome di Werniche caratterizzata da apatia, delirio,confusione mentale. Il beriberi, malattia dovuta a carenza di B1 è ancora oggi diffusa in Estremo Oriente, tra i popoli che si nutrono di riso brillato, essa si manifesta con disturbi a carico del sistema nervoso centrale e periferico, dell'apparato digerente, e di quello cardiovascolare.
Le lesioni a carico del sistema nervoso includono polinevrite, astenia, crampi e atrofia dei muscoli del polpaccio.La vitamina B1 è contenuta nei cereali in buona quantità ma essendo localizzata nella cuticola esterna viene facilmente perduta nei processi di molitura dei cerali e di brillatura del riso.

Contenuto di B1 dei cibi principali:

  • Fagioli 100 gr=0,36 mgr
  • Uva passa 100gr=0,11mgr
  • Avocado100gr=0,11 mgr
  • Arance 100gr =0,10gr mgr
  • Fave 100gr=0,53mgr
  • Ceci 100gr =0,31 mgr
  • Soia 100gr =1,10mgr
  • Lievito secco 100gr =15,6mgr
  • Germe di grano 100gr=2mgr
  • Farina integrale100 gr=0,55mgr
  • Farina chiara 100gr=0,06mgr
  • Riso integrale 100gr =0,29mgr (crudo)
  • Riso brillato 100gr =0,07mgr( crudo)





VITAMINA B2 O RIBOFLAVINA
La vitamina B2 è una vitamina essenziale per le reazioni di ossido riduzione che coinvolgono gli enzimi flavinmono e dinucleotide. È prodotta anche dai batteri intestinali, per cui gli antibiotici possono provocarne carenza. È necessaria per il metabolismo dei grassi e degli zuccheri. La sua carenza determina glossite, prurito, cheilosi. Il suo fabbisogno è di 0,6 mgr ogni 1000 calorie.
La riboflavina è un trasportatore di idrogeno; è pertanto indispensabile per la produzione di energia, per la normale crescita e per un efficiente sistema immunitario. La vitamina B2 è importante per l' ossidazione degli aminoacidi, per la sintesi degli acidi grassi, per la glicolisi, per la produzione di anticorpi. I sintomi di carenza sono cheilosi (fissurazione degli angoli labiali ), stomatite, glossite, edema labiale, astenia, eccessiva sensibilità alla luce, formazione di cataratta. La riboflavina è convertita in fad (flavindinucleotide ) e in fmn (flavinmononucleotide) a livello intestinale ed epatico.
L'eccesso di vitamina B2 viene escreto attraverso le urine, cui da una colorazione giallastra. Le fonti più ricche di vitamina B2 includono fegato, rene e cuore.Essa è facilmente distrutta dalla luce e i cibi conservati perdono rapidamente il contenuto di B2.I supplementi di vitamina B2 sono usati per la terapia e la prevenzione di carenza di riboflavina. Indicazioni terapeutiche includono: anemia, sindrome del tunnel carpale, emicrania.La vitamina B2 è coinvolta nella trasformazione della forma attiva della vitamina B6.

Contenuto in vitamina B2 dei principali alimenti=

  • Fegato di agnello 100 gr= 4,03mgr
  • Vitello 100 gr 100 gr= 0,35mgr
  • Cioccolata al latte 100gr=0,24mgr
  • Germe di grano una tazza =0,58 mgr
  • Maiale 100gr=0,11mgr
  • Latte una tazza =0,40mgr
  • Latte di soia una tazza =0,17mgr
  • Piselli una tazza=0,19 mgr
  • Avena una tazza=0,21 mgr
  • Un uovo =0,25 mgr
  • Spinaci cotti una tazza=0,42 mgr





VITAMINA B6 O PIRIDOSSINA
È indispensabile per la sintesi di numerosi enzimi. Entra nel metabolismo degli aminoacidi, nella sintesi delle transaminasi e della fosfatasi alcalina. Il fabbisogno varia secondo la quantità di proteine, in media è uguale a 3 mg al giorno. La carenza determina astenia, nervosismo, ritenzione di liquidi, vomito.
La vitamina B6 è necessaria per il rilascio di energia dai cibi, per il metabolismo proteico, per la conversione del triptofano in niacina. L'azione fondamentale di questa vitamina è la transaminazione e la decarbossilazione degli aminoacidi. I coenzimi della vitamina B6 sono il piridossalfosfato e la piridossamina 5 fosfato, questi coenzimi sono necessari per 100 reazioni enzimatiche che includono la sintesi proteica, la conversione degli aminoacidi in carboidrati, la trasformazione di un grasso in un altro.
Principali funzioni della vitamina B6 sono : la transaminazione degli aminoacidi; la decarbossilazione degli aminoacidi, la deaminazione degli aminoacidi, la sintesi dell' acido gamma butirrico (gaba), il metabolismo del triptofano, la transulforazione. Gli alcolizzati e i soggetti con diete ristrette sono a rischio di carenza di B6. Una carenza di B6 aumenta il tasso di omocisteina, uno dei principali fattori di rischio cardiovascolare.
La vitamina B6 è distrutta dall 'esposizione alla luce ed è termolabile.

Contenuto di vitamina b6 di alcuni alimenti =

  • Germe di grano una tazza=1,42mgr
  • Banana 1 =0.68mgr
  • Riso brillato una tazza =0,14
  • Riso integrale una tazza=0,27 mgr
  • Uva una tazza=0,34 mgr
  • Soia una tazza =0,38 mgr
  • Avocado 1=0,56mgr
  • Piselli cotti una tazza=0,33 mgr
  • Nocciole 100 gr=0,54 mgr
  • Noci 100 gr=0,73 mgr
  • Fiocchi di avena 100gr =0,75 mgr





VITAMINA PP O NIACINA
Il fabbisogno di questa vitamina essenziale al metabolismo energetico cresce con l'attività fisica. La niacina entra nella composizione degli enzimi fondamentali, del metabolismo ossidativo. La sua carenza provoca la pellagra; malattia caratterizzata da una triade: dermatite, diarrea, demenza.
Si raccomanda una dose di 6,6 mg 1000 calorie al giorno. La sua somministrazione migliora il metabolismo del colesterolo e il metabolismo di grassi e zuccheri.
La niacina è una vitamina di grande importanza; è il principale trasportatore di idrogeno nell' organismo, essa è vitale per la produzione di energia, per una normale crescita, per la produzione di ormoni, per la protezione dei materiali genetici.
Alte dosi di niacina provocano arrossamento cutaneo, cefalea, epatopatia. La niacina è indispensabile per la sintesi di due enzimi: il nad (nicotinamide adenina dinucleotide ) e il nadp (nicotinamide adenina dinucleotide fosfato ). La niacina è coinvolta in duecento enzimi, è necessaria alla sintesi di ormoni, quali la tiroxina, l 'insulina, il cortisone. L'aminoacido triptofano è trasformato in niacina in presenza di vitamina B2, vitamina B 6, Ferro; più del 50 % della niacina è ottenuta tramite questa via.
In media occorrono 60 mgr di triptofano per ottenere 1 mgr di niacina. I contraccettivi orali bloccano la conversione del triptofano in niacina. La niacina è stabile al calore e alla luce. Le migliori fonti di niacina sono pollo, pesce, lievito di birra, crusca, farine integrali, datteri, fichi, prugne. Dosi tossiche di niacina, sopra i 1000 mgr possono provocare flushing cutaneo, nausea, vomito. Il flushing è determinato da prostaglandine che dilatano le arteriole. Dosi molto elevate di niacina possono provocare danno epatico con itterizia. La niacina è usata nelle dislipidemie: riduce difatti il colesterolo totale, le ldl e i trigliceridi, aumenta le hdl. Riduce il tasso della lipoproteina a, un pericoloso fattore rischio.
In uno studio fatto a Minneapolis nel 1997 è stata comparata l 'azione della niacina con quella della lovastatina. La niacina ha aumentato in modo più sensibile l' hdl,e ha ridotto più marcatamente i trigliceridi. Questa vitamina ha ridotto in modo sensibile gli infarti nei soggetti che la hanno usata; l' acido nicotinico agisce riducendo la sintesi di lipoproteine nel fegato, agendo in questo modo riduce i trigliceridi, il colesterolo vldl, il colesterolo ldl, e abbassando i trigliceridi aumenta il colesterolo hdl. La niacina è molto efficace nella prevenzione del diabete 1, in quanto protegge le cellule beta pancreatiche, come hanno dimostrato numerosi studi. Alte dosi di niacina sono da evitare, negli ulcerosi e negli epatopazienti.

Contenuto in niacina di alcuni alimenti:

  • Fegato di agnello 100gr =6,6mgr
  • Vitello cotto 100 gr =10,5mgr
  • Pesce spada 100gr =11,8 mgr
  • Pollo arrosto 100 gr =7,9mgr
  • Germe di grano una tazza =7,8 mgr
  • Fagioli una tazza =3mgr
  • Melassa 100gr= 2,8mgr
  • Arachidi 100gr =17,1 mgr
  • Mandorle 100gr =3,5mgr
  • Datteri 100 gr=2,2mgr
  • Lievito di birra secco 100gr=37mgr





VITAMINA B12 COBALAMINA
È una vitamina presente in tracce negli alimenti di origine animale. La carenza di B12 induce anemia simile a quella dell'acido folico.
interviene nel metabolismo delle proteine, degli zuccheri, dei grassi. Il fabbisogno è di 3 mg al dì. La carenza induce anemia perniciosa, nervosismo, depressione.
La vitamina B 12 è necessaria per ottenere energia dai cibi, per il metabolismo degli aminoacidi, per la crescita e lo sviluppo. Le cellule in rapida moltiplicazione sono quelle a più alto fabbisogno di B12, in quanto è utile per la produzione di acido nucleico che forma il dna.
La B12 è coinvolta nella sintesi della mielina una sostanza che avvolge i nervi. La carenza di B12 è più frequente tra i vecchi, i pazienti a rischio di carenza di b12 sono i colitici, i diabetici di tipo 1, i distiroidei.
La deficienza di B12 provoca anemia perniciosa, con sintomi di astenia, dispnea, cefalea, irritabilità, la carenza di B12 può anche provocare perdita della memoria, demenza, confusione mentale.
La vitamina B12 interviene anche nella trasformazione dell' omocisteina in metionina, senza vitamina B12 il trasporto del gruppo metilico dei folati non avviene. Le migliori fonti di vitamina b 12 sono il fegato, i muscoli, il pesce, le uova, il latte. Il fabbisogno giornaliero di vitamina B12 è da 100 a 500mcg al giorno.

Contenuto di vitamina B12 di alcuni cibi :

  • Fegato di bue 100 gr=108mcg
  • Rene di bue 100gr =50mcg
  • Ostriche 6 =1,02mcg
  • Uovo 1=0,56 mcg
  • Latte una tazza =0,83mcg
  • Bistecca 100gr =2,11mcg
  • Omelette 1=0,43mcg





ACIDO PANTOTENICO
È presente in molti alimenti. Aumenta la resistenza allo stress, entra nella sintesi degli anticorpi e nel metabolismo di grassi proteine e zuccheri. Nei tessuti viene convertito in coenzima A, il suo fabbisogno è di 7 mg al giorno.
L'acido pantotenico è necessario per il rilascio dell'energia dagli alimenti, per il metabolismo del colesterolo e dei grassi, per un efficiente sistema immunitario, per il sistema nervoso.Le fonti di acido pantotenico sono il lievito di birra,il fegato, le uova, il germe di grano,il latte, la carne, le farine integrali.
Il 50 % di acido pantotenico è perduto nella molitura del grano. Grandi quantità della vitamina sono perdute coi processi di conservazione o con la cottura. L'acido pantotenico entra nella costituzione del coenzima A, che potenzia la combustione dei grassi. Il più importante derivato del coenzima A è l' acetilcoenzima A, che costituisce il prodotto iniziale di molte biosintesi, di importanza vitale.
Le ghiandole surrenali necessitano di acido pantotenico per la sintesi di cortisone, inoltre questa vitamina è indispensabile per la sintesi di ormoni steroidei, e di colesterolo.Non è stata trovata carenza di acido pantotenico nell' uomo, negli animali la carenza provoca ritardo nella crescita, incanutimento precoce.
Oggi nell' uomo viene considerata una vitamina antistress.

Contenuto di acido pantotenico nei cibi =

  • Avocado 1=1.95mgr
  • Fegato di bue 100 gr=6,5mgr
  • Rene di bue 100gr=1,65 mgr
  • Patata1 al forno =0,87 mgr
  • Ostriche 6=1,06mgr
  • Arancia 1 media =0,33mgr
  • Crusca 1 tazza =1,21 mgr
  • Funghi una tazza =1,46 mgr
  • Fave una tazza =0,76mgr
  • Latte intero una tazza =0,73 mgr





VITAMINA H O BIOTINA
È presente in molti alimenti, l'albume di uovo crudo contiene una sostanza avigdina che distrugge la vitamina H.
Entra nel metabolismo di grassi, zuccheri, proteine. La sua carenza determina una dermatite diffusa. Il suo fabbisogno è di 300 mg al dì.





VITAMINA C O ACIDO ASCORBICO
È una vitamina idrosolubile, che l'uomo non riesce a sintetizzare. Essendo idrosolubile è da considerare un antiossidante circolante. Svolge una forte azione antiossidante.
È dimostrato un basso tasso di vitamina nell'infarto, nella cataratta, nell'arteriosclerosi. L'acido ascorbico cede due atomi di idrogeno trasformandosi in acido deidroascobico. Esso rigenera la vitamina E ossidata. È indispensabile alla salute dei denti, delle mucose, alla cicatrizzazione ed è indispensabile alla sintesi del collageno. La sua carenza provoca lo scorbuto dei marinai, con emorragie gengivali fragilità capitallare, astenia. Si consiglia un'assunzione giornaliera fino a 100 mg al dì.
Dosi più alte sono consigliate nella prevenzione e nella terapia delle cardiopatie, nei tumori, nelle collagenopatie. Si consiglia di non superare i 2 gr al giorno. Tutti gli esseri viventi con esclusione dell' uomo, della cavia, di alcuni primati sintetizzano la vitamina C dagli esosi.
Funzionando come antiossidante, la vitamina C riduce l'ossidazione delle ldl, essa è anche essenziale per la crescita e la riparazione dei tessuti in tutte le parti del corpo, è necessaria per la sintesi del collageno, delle cartilagini, dell' osso.
L' acido ascorbico è facilmente distrutto dalla luce, dall' ossigeno, dal calore e si perde nell'acqua di cottura; i vegetali devono essere mangiati crudi o sbollentati in poca acqua. La vitamina C è rapidamente escreta dall' organismo, per cui si consiglia di suddividere le dosi in numerosi pasti.   Si consigliano alte dosi di vitamina C nei fumatori, che presentano bassi tassi di ascorbato nel sangue. L'azione più importante della vitamina C è quella di potenziare il sistema immunitario. Dosi alte di vitamina C aumentano la resistenza alle malattie incluso il cancro e le infezioni. La vitamina C stimola la produzione di linfociti, aumenta la velocità dei macrofagi, aumenta la produzione di interferone; l' acido ascorbico attenua i sintomi dell' influenza e ne facilita la guarigione. Numerosi studi sono stati fatti sulla vitamina C e il cancro, il premio Nobel Pauling ha usato alte dosi di C nel cancro fino a 12 grammi al giorno, ottenendo un allungamento della vita rispetto ai controlli.
L' acido ascorbico interviene nella trasformazione del colesterolo in sali bilari (idrossilazione), per cui è indispensabile alla escrezione del colesterolo.Questa vitamina è contenuta in grandi quantità nel cristallino, ( 20 volte più che nel sangue) dove blocca l'ossidazione delle proteine e impedisce l' insorgenza di cataratta.Nello studio Nurses health study sono state seguite 50.000 donne, per dieci anni, coi supplementi di vitamina C si è avuta una riduzione della cataratta del 45%.

Contenuto di Vitamina C di alcuni cibi:

  • Latte umano 100gr =5mgr
  • Crescione 100gr =75mgr
  • Prezzemolo 100 gr=172mgr
  • Peperoni 100gr =128 mgr
  • Rape foglie 100gr =139mgr
  • Ribes 100gr =136mgr
  • More 100gr =21mgr
  • Ciliege 100gr =10mgr
  • Lamponi 100gr =25mgr
  • Pesche 100gr=7 mgr
  • Arance 100gr =50mgr
  • Fragole 100gr=60mgr
  • Limoni 100gr =80mgr
  • Albicocche 100 gr =7 mgr
  • Meloni 100gr=33mgr





VITAMINA E (TOCOFEROLO)
La vitamina E è una miscela di tocoferoli, il più importante è il tocoferolo a. Molti studi hanno dimostrato l'importanza di questa vitamina nell'aumentare il potere antiossidante delle cellule. Ogni molecola di vitamina E protegge dall'ossidazione 1000 molecole di acidi grassi. La lag fase cioè la resistenza delle LDL all' ossidazione, aumenta colla somministrazione orale di vitamina E. Con dosi orali di 150, 225, 800, 1200 U I, la resistenza all' ossidazione delle LDL aumenta del 138%, del 158 %, del 144%, del 175%.
Essendo una vitamina liposolubile penetra all'interno delle cellule, viene trasportata dalle LDL (le lipoproteine che trasportano il colesterolo dal fegato alla periferia ) in proporzione di 6 molecole di vitamina E per ogni molecola di ldl. Colla somministrazione di 1200 mgr al giorno si riesce a portare il contenuto di vitamina E fino a 22 molecole per ogni molecola di ldl. Questa comporta un grande aumento di resistenza delle ldl all'ossidazione e un aumento della lag fase ( il tempo di ossidazione delle lipoproteine ). Le ldl trasportano oltre al colesterolo, degli esteri del colesterolo, dei fosfolipidi, del betacarotene, della licopina, del coenzima q 10, della vitamina E, delle proteine, dei trigliceridi.
Uno studio eseguito su 87245 infermiere seguite per 8 anni ha dimostrato colla vitamina E una riduzione della malattia coronarica del 64%. Il fabbisogno di vitamina E è di 30 mg al dì. Sono state eseguite molte ricerche con 400 e 800 mg al dì.
La vitamina E è il più importante nutriente antiossidante ritarda l'invecchiamento dovuto all'ossidazione, rinforza la parete dei capillari, previene la sterilità. Esistono la vitamina sintetica e naturale. La vitamina E naturale è quattro volte superiore alla sintetica la sua carenza determina fragilità delle piastrine e dei globuli rossi, ossidazione dei tessuti.
Vitamina E e cuore : numerosi studi hanno dimostrato che l' introduzione di vitamina E ad alte dosi può ridurre il rischio dell' infarto e dell'ictus.
In uno studio effettuato sotto l' egida dell' Organizzazione mondiale per la sanità, (studio Monica) si è osservato un rapporto inverso tra livello di antiossidanti e cardiopatia ischemica, il rapporto è stato più forte per la vitamina E.
La vitamina E interviene nella prevenzione delle cardiopatie in vari modi: abbassa i livelli di colesterolo, protegge le ldl dall' ossidazione, previene il danno provocato dai radicali liberi proteggendo le membrane cellulari., riduce l aggregazione piastrinica e limita l'adesività dei globuli bianchi all' endotelio. La vitamina E cedendo elettroni a sua volta si ossida e diventa un radicale libero, essa viene di nuovo ridotta dalla vitamina C, che cede due elettroni. La vitamina E è essenziale per il sistema immunitario, particolarmente per i t linfociti, e ha un ruolo nella riparazione del dna. La vitamina E viene assorbita a livello intestinale e trasportata dai chilomicroni e dalle ldl.

Vitamina E e cancro: i supplementi di vitamina E specie associati al selenio, svolgono azione preventiva sul cancro. Esistono al riguardo numerosi studi, ad esempio lo studio Iowa women's Health Study sul cancro del colon, ha seguito i rapporti tra cancro e vitamina E in 35215 donne tra i 55 e i 69 anni di età, i risultati hanno dimostrato che quelle con il più alta tasso di vitamina E nel sangue hanno avuto il 30 % in meno di episodi di tumore. Altri numerosi studi su vari tipi di cancro (polmone, cancro cervicale, mammella) hanno dato risultati simili.

Vitamina E e cataratta : bassi livelli di vitamina E aumentano il rischio di cataratta, esiste in proposito uno studio finlandese su 410 uomini seguiti per numerosi anni. Importante è l' azione della vitamine nei muscoli, uno dei sintomi di carenza di E è negli animali la distrofia muscolare. Le fonti più importanti di vitamina E sono: l' olio di germe di grano, l'olio di mandorle, l' olio di girasole, cereali integrali, le uova. I vari tipi di olio differiscono tra loro per il contenuto e il tipo di tocoferoli. La cottura e la raffinazione riducono il contenuto di vitamina E nei cibi, l'esposizione alla luce e all'ossigeno distruggono la vitamina E. Gli oli ottenuti a pressione contengono più vitamina E di quelli raffinati.

Contenuto in vitamina E di alcuni cibi:

  • Germe di grano 100 gr =14,5 mgr
  • Mandorle 100 gr= 15mgr
  • Nocciole 100gr =21 mgr
  • Semi di girasole 100 gr=44mgr
  • Arachidi 100gr=6,5 mgr
  • Olio di mais =19 mgr
  • Olio di palma =30 mgr
  • Olio di soia = 18mgr
  • Burro 100gr =2,4 mgr
  • Uovo 1 =0,8 mgr
  • Olio di oliva 100gr =3 mgr





BETACAROTENE
È il precursore della vitamina A.
È diffuso in natura nelle piante, blocca l'anione superossido O2. Protegge le mucose della bocca, del naso, della cornea, migliora la visione notturna.
Il suo uso riduce l'incidenza dei tumori e delle malattie cardiovascolari. La sua carenza provoca spesso cecità in Africa. Un'assunzione di 1200 mg è necessaria se si vuole raggiungere un livello plasmatico di 30 mg. La licopina è un altro carotenoide; è contenuto nei pomidoro e nel melone. Svolge azione antiossidante superiore al betacarotene.

La vitamina A è essenziale per la vista, per la crescita, per le cellule dell'epitelio, per la protezione dalle infezioni, il betacarotene è una provitamina A; il betacarotene come la vitamina E, è trasportato nel sangue dalle lipoproteine LDL.
La carenza di vitamina A provoca deficit della visione notturna, xeroftalmia, pelle secca, ritardo nella crescita, cancro, diminuita resistenza degli epiteli all' infezione . Buone fonti di vitamina A includono il fegato, il burro, il tuorlo di uovo. Eccesso di vitamina A provoca intossicazione : i sintomi di superdosaggio includono danno epatico, cefalea, dolori ossei, pelle secca. La presenza di bile e grassi è necessaria all' assorbimento della vitamina A, che è liposolubile ; essa dopo l' assorbimento viene depositata nel fegato, che ne trattiene in deposito il 90%. La forma acida della vitamina è chiamato acido retinico, esso non è in grado di svolgere tutte le funzioni della vitamina A.
La carenza di vitamina A è di grande importanza, perché è causa di cecità in mezzo milione di bambini ogni anno, nelle zone in via di sviluppo. Il primo sintomo di carenza della vitamina A è la cecità notturna, in seguito si presentano xeroftalmia, ulcere corneali, perforazione della cornea. La carenza di A provoca gravi infezioni, ed elevata mortalità. I lassativi, la colestiramina, la neomicina possono alterare l'assorbimento della vitamina A. Il betacarotene è contenuto nei vegetali tipo carote, patate dolci, foglie verdi, arance, papaie. L' olio di pesce è ricco di provitamina A. Il fabbisogno di vitamina A è di 5000 unità nell'uomo, e di 4000 unità nella donna. In presenza di luce e di calore, la vitamina A si ossida e la sua azione viene compromessa. Il betacarotene è una sostanza di origine vegetale, che nell' intestino si trasforma in due molecole di vitamina A ad opera due enzimi. I carotenoidi sono il betacarotene, la licopina, la luteina, la zeaxantina.

Contenuto di vitamina A di alcuni alimenti :

  • Mango 100 gr=4800 unità
  • Albicocca 100 gr= 2700 unità
  • Uovo 1=84 unità
  • Latte 100 gr =75 unità
  • Melone 100 gr=3400 unità
  • Fegato 100 gr =10729 unità
  • Olio di fegato di merluzzo 100 gr =85000 unità
  • Burro 100 gr=3300 unità
  • Cipolline 100gr =5800 unità
  • Prezzemolo 100 gr = 8500 unità
  • Zucche 100gr =1600 unità
  • Spinaci 100Gr =8100 unità
  • Patate dolci 100 gr =8800 unità
  • Finocchi 100 gr =3500 unità
  • Carote 100 gr =11000unità
  • Pomidoro 100 gr =900 unità
  • Farina integrale 100 gr =400 unità
  • Farina raffinata 100 gr = 0 unità





LA VITAMINA D
Con questo nome si indicano alcune vitamine. Queste vitamine sono ritenute antirachitiche. L'azione della vitamina D aumenta il livello del calcio e dei fosfati nel sangue. La deficienza di vitamina D determina rachitismo nei bambini, regola difatti il metabolismo del calcio e del fosforo. L'eccesso di vitamina D è pericoloso negli adulti, può provocare calcinosi renale e aortica. La dose consigliata è di 400 mg al dì.

Numerosi studi hanno stabilito che la vitamina D promuove l'assorbimento intestinale di calcio e fosforo, e inoltre regola la mobilizzazione del calcio delle ossa. Negli adulti l'ipocalcemia, l'osteomalacia, l'osteoporosi sono associati con deficienza di vitamina D.
Ci sono tre forme di vitamina D : la D1, la D2 e la D3, queste forme sono trasformate nel fegato e nei reni in calcitriolo, che è la forma attiva della vitamina.
Le dosi consigliate sono di 400-800 unita al giorno, la vitamina viene accumulata nel fegato, nelle ossa, nella pelle, nel cervello, sintomi di iperdosaggio insorgono con dosi superiori alle 1000 unità, con queste dosi si provoca ipercalcemia e deposito di calcio nei tessuti molli, nel cuore, nei reni, nei polmoni, nelle arterie. L'esposizione alla luce solare in primavera, estate, autunno incrementa la sintesi di vitamina D.
La carenza di vitamina D determina aumentata produzione di paratormone e la rimozione di calcio dalle ossa, studi hanno accertato che gli anziani sono a rischio di vitamina D. Esistono numerosi studi su carenza di vitamina D e cancro del colon. Lo studio Harvard Nurses Health Study effettuato su 89448 infermiere e durato dal 1980 al 1992 ha dimostrato un legame tra l'assunzione di vitamina D e cancro del colon.

Contenuto di vitamina D in alcuni alimenti :

  • Salmone in scatola 100gr=624 UI
  • Sgombro in scatola 100gr =252 UI
  • Ostriche 6=269 UI
  • Latte intero una tazza =380 UI
  • Gamberoni 4 =42,6 UI
  • Olio di fegato di merluzzo 1 cucchiaino =2271 UI
  • Tonno in scatola una scatoletta =404 UI





LA VITAMINA K
La vitamina K è essenziale per la coagulazione, per il metabolismo osseo, per la funzionalità renale. Essendo una vitamina liposolubile necessita di bile e grassi per essere assorbita. Buone fonti di vitamina K sono le foglie verde scuro, alcuni oli e alcuni prodotti caseari. Buona parte della vitamina K proviene dalla produzione della flora intestinale.
Il fabbisogno si aggira sugli 80 mcg per l' uomo, di 65 mcg per la donna. Nei lattanti bisogna tenere conto della mancanza di sintesi intestinale a questa età.
La carenza di vitamina K provoca prolungato tempo di coagulazione e facile sanguinamento.
La vitamina K fu scoperta nel 1929, ne esistono 3 tipi : la vitamina K1 (philloquinone), che è sintetizzata dalle piante, la vitamina K2 (menaquinone), che è sintetizzata dai batteri intestinali, la vitamina K3 (menadione) che è sintetica.
La vitamina K, viene assorbita nel primo tratto dell' intestino e trasportata al fegato,dove è immagazzinata. La vitamina K interviene nei meccanismi di coagulazione. nell' osteoporosi, nella funzionalità renale. Essa interviene nella sintesi epatica della protrombina, che successivamente viene trasformata in trombina, la trombina a sua volta trasforma il fibrinogeno in fibrina portando alla formazione del coagulo. La vitamina K interviene anche nella sintesi dei fattori 6°, 9°,10°, e nella sintesi delle proteine C e S.
I sintomi della carenza di vitamina K sono : eccessive emorragie postraumatiche, spontaneo sanguinamento, (epistassi, emorragia intestinale, metrorragia). Nel sangue viene reperito allungato tempo di protrombina e del tempo di tromboplastina.
Le cause principali di carenza di vitamina K sono :

  1. anticoagulanti orali
  2. Ridotto assorbimento
  3. Ittero ostruttivo
  4. Insufficienza pancreatica
  5. Nutrizione parenterale


Fonti di vitamina K sono :

  • Broccoli una tazza =400 mcg
  • Spinaci una tazza =212 mcg
  • Avocado 1 =80,4 mcg
  • Pistacchio una tazza =85,2 mcg
  • Kiwi 1 =19 mcg
  • Cavoli crudi una tazza =96,6mcg
  • Pomidori 1=7,38 mcg
  • Patata con pelle 1 =8,10 mcg
  • Piselli coti una tazza =35 mcg
  • Crescione crudo una tazza =80,8 mcg
  • Lattuga una tazza =111,8 mcg
  • Rape una tazza= 133,6mcg
I radicali liberi sono delle molecole o porzioni di molecole che hanno un elettrone in meno. Queste molecole hanno un'alta reattività per cui tendono a captare un atomo di idrogeno da altre molecole, determinando una reazione a catena.
I radicali liberi agendo sui grassi delle membrane cellulari e sulle proteine nucleari determinano grossi danni alle cellule disintegrando le membrane e i nuclei. I radicali liberi si formano incessantemente nel nostro organismo durante la fosforilazione ossidativa e anche i globuli bianchi creano radicali liberi per aggredire i virus e i batteri.
Radicali liberi si formano inoltre per effetto del fumo, delle radiazioni, della polluzione. I radicali liberi sono alla base dell'invecchiamento, dei tumori, dell'arteriosclerosi, dell'ipertensione. I più importanti radicali liberi sono l'anione superossido O2, l'acqua ossigenata H2O2 e l'ossidrile OH. Il più diffuso è l'anione superossido che è estremamente pericoloso perché distrugge l'ossido nitrico determinando ipertensione.

I radicali liberi si accumulano nelle nostre cellule determinando invecchiamento precoce e malattie, essi provocano anche accumulo in vari tessuti di speciali pigmenti detti lipofucsine. Gli antiossidanti agiscono cedendo idrogeno e bloccando i radicali liberi. Il primo a parlare di radicali liberi fu il dottor Hartman, premio Nobel nel 1995; la biologia dei radicali liberi è una branca relativamente nuova, che si occupa delle interazioni tra materia vivente e radicali liberi, l'effetto dei radicali di ossigeno è simile a quello delle radiazioni, perché l'effetto delle radiazioni è dovuto all'80% ai radicali liberi.
Le piante esposte per molte ore all'azione dell'aria e della luce hanno sviluppato dei sistemi di difesa per proteggere dall'ossidazione e dai radicali liberi il loro DNA, gli zuccheri, i grassi e le proteine, queste difese sono costituite dalle vitamine, dai bioflavonoidi, dai pigmenti.
I polifenoli si trovano nelle fragole, nelle cipolle, cavoli, meloni, agrumi, i tocoferoli si trovano negli oli, nelle foglie verdi , gli isopreni nei peperoni, lattuga, albicocche, broccoli, spinaci.
La frutta nera è la più dotata contro radicali liberi, perché i suoi pigmenti proteggono i suoi componenti dalla ossidazione e dalla luce.
Il Dipartimento Americano dell'agricoltura ha quantificato la capacità di assorbire i radicali liberi di vari alimenti ( unità ORAC ). Tra la frutta troviamo al primo posto le prugne nere (5440 unità per 100grammi), seguono uvetta, mirtilli, fragole, more, lamponi, uva nera, ciliegie, tra le verdure al primo posto troviamo il cavolo (1770 unità per 100grammi) seguite dalle melanzane, spinaci, cavolini, barbabietole, cipolle, peperoni rossi.
Gli antiossidanti aiutano a mantenere in forma il nostro organismo, opponendosi ai processi ossidativi nei muscoli, essi proteggono il DNA, i cromosomi, i mitocondri, che sono i siti della produzione di energia dall'ossidazione.
Secondo il professor Leeuwenburgh dell'University of Florida, i radicali liberi determinano riduzione del volume e della potenza dei muscoli. I radicali liberi come già detto sono l'O2 (anione superossido)che ha una emivita brevissima in quanto è bloccato dalla superossido dismutasi o SOD che accelera di 10000 volte la velocità con cui l'O2 viene trasformato in H2O2,( la reazione avviene secondo questo schema O2+O2+SOD =H2O2+O2). Esistono due forme di SOD: la cellulare a base di rame e zinco e la nucleare a base di manganese ),H2O2 o acqua ossigenata è un debole radicale libero, però diventa pericolosa in quanto tramite la reazione di Weiss-Haber si combina con l'anione superossido O2, dando origine al radicale ossidrilico OH.(Secondo questo schema O2 + H2O2+ FERRO=O2 +OH +OH ).
L'acqua ossigenata è metabolizzata dalle catalasi ( le catalasi catalizzano la trasformazione dell'acqua ossigenata ad acqua prevenendo la formazione dell'ossidrile OH), l'ossidrile OH, è il più pericoloso e reattivo radicale libero. Le reazioni con i radicali liberi tendono a perpetuarsi all'infinito, in assenza di antiossidanti, oggi i radicali liberi non sono più considerati soltanto i responsabili dell'irrancidimento dei grassi, ma sono considerati alla base dell'infiammazione e della cardiopatia ischemica.
E'utile ricordare che una dieta ipercalorica aumenta la produzione di radicali liberi, mentre una dieta ipocalorica la riduce. Per esempio calcolando che una dieta di 2400 calorie necessita di 660 gr di ossigeno, che viene utilizzato al 90-95% per la respirazione, il restante 5-10% da luogo a forme reattive di ossigeno (radicali liberi e non radicali ).
Gli antiossidanti si distinguono in quelli presenti nella zona idrosolubile delle lipoproteine (la vitamina C, L'ACIDO URICO, LA BILIRUBINA, I TIOLICI, LE HDL) e in quelli presenti nella zona lipidica, (LA VITAMINA E, IL COENZIMA Q, LA LICOPINA, I FLAVONOIDI, IL BETACAROTENE). Altri antiossidanti sono IL GLUTATIONE, LE CATALASI, LA SUPEROSSIDODISMUTASI.
Le malattie attribuite ai radicali liberi sono: IL CANCRO, L'INFARTO, L'ARTERIOSCLEROSI, L'IPERTENSIONE, L'ICTUS, LA DEMENZA DI ALZHEIMER, IL MORBO DI PARKINSON, LA CATARATTA, LA RETINITE PIGMENTOSA, L'ARTRITE, L'INVECCHIAMENTO.
Lo studio Seven Countries ha per esempio accertato che allo stesso tasso di colesterolo di 5, 2 mmmol.l tra i popoli del NORD EUROPA e i popoli del Mediterraneo, il tasso di mortalità per infarto era di cinque volte maggiore a Nord, questa differenza è dovuta alla dieta dei popoli mediterranei più ricca di vitamine e flavonoidi ( frutta e verdura).
Gli ambiti cellulari in cui l'ossigeno è molto attivo sono i mitocondri, il reticolo endoplasmatico, le membrane. Nel corso dei normali processi metabolici si formano radicali liberi che danneggiano i mitocondri e le membrane cellulari, queste ultime sono rinnovate ogni 5-6 giorni; nel cancro e nell'ischemia il danno ossidativo è talmente elevato, che i processi riparativi diventano insufficienti, le membrane si danneggiano in modo irreversibile; sodio e calcio penetrando nell'interno, provocano la morte della cellula ; invecchiando la velocità di riparazione dei mitocondri e delle membrane diminuisce e ne risulta un progressivo deterioramento delle loro funzioni.
Numerose condizioni aumentano lo stress ossidativo : l'ipercolesterolemia, il diabete, il fumo, le radiazioni, intossicazioni di vario genere, l'esercizio fisico esagerato. In conigli in cui si è indotta ipercolesterolemia con dieta ricca di grassi, OHARA E COLL, hanno trovato un aumento di 3 volte della formazione di anione superossido, nel diabete si osserva una autossidazione del glucosio, e l'aumento delle proteine glicosilate cioè proteine coniugate con gli zuccheri che sono molto tossiche, (PRODOTTI AMADORI ), queste proteine provocano aumento dei radicali liberi e soprattutto dell'anione superossido.
La glicosilazione delle proteine è ostacolata dalle vitamine C e E .
Il fumo di sigaretta produce un grande numero di radicali liberi (ogni sigaretta induce la formazione di 10 miliardi di radicali liberi).
L'esercizio fisico intenso può fare aumentare la produzione di radicali liberi fino a 50 volte. Alcuni ricercatori tedeschi hanno scoperto che con una integrazione di 400 unità di vitamina E e 500 mgr di vitamina C al giorno per un mese prima delle gare, si riducevano nettamente le lesioni muscolari prodotte da una maratona. Quando i fattori di difesa sono sopraffatti dai radicali liberi, questi ultimi aggrediscono il DNA, i cromosomi, i mitocondri, le membrane, le proteine e i grassi.
I grassi polinsaturi e i fosfolipidi sono particolarmente vulnerabili allo stress ossidativo, che provoca ad esempio conversione della fosfatidilcolina in lisofosfatidilcolina ( quest'ultima è il principale componente dei mitocondri del cuore con il 39% ) e ossida la apoproteina B 100 delle LDL, rendendola irriconoscibile ai recettori.
Le lipoproteine LDL ossidate provocano vasocostrizione, aumento della adesività dei globuli bianchi, aumento della aggregazione piastrinica; è questa la fase iniziale dell'arteriosclerosi.
In numerosi studi si è accertato che la mortalità per infarto è inversamente proporzionale all'assunzione di bioflavonoidi, dopo svariate analisi si è accertato che i grassi saturi e il fumo sono all'origine dell'infarto mentre gli antiradicali liberi ne contrastano l'insorgenza.
In termini generali una alimentazione ricca di cibi animali favorisce la malattia coronarica, una alimentazione ricca di vegetali la contrasta. L'evidenza dei benefici di una terapia con antiossidanti aumenta ogni giorno: Uno studio supportato dall'American Hearth Association ha coinvolto 90000 donne, seguite per due anni e trattate con vitamina E, nei soggetti trattati si è notata una riduzione del 50% del rischio coronarico.
In un altro studio eseguito in Cina; 3318 soggetti affetti da cancro furono trattati con un prodotto contenente 14 vitamine e 12 minerali per un periodo di 6 anni, i risultati furono brillanti, si ottenne una riduzione della mortalità per cancro dell'8 % e una riduzione del 38 % dei casi di ictus e infarti. Oggi si pensa che se il blocco dei danni provocati dai radicali liberi fosse più applicato e più conosciuto, si avrebbe un calo della spesa sanitaria negli USA del 33% .

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Dieta per l'Ipertensione

È una dieta ricca di potassio e povera in sodio e calorie. Il tasso di calorie varia in rapporto all’attività fisica e mira a raggiungere il peso forma. Per ogni kg di peso in meno si ha una riduzione della pressione arteriosa di 1,5 mm di mercurio; la migliore terapia della pressione arteriosa consiste nella riduzione del peso. La dieta deve essere povera di sodio. La popolazione italiana consuma da 10 a 14 gr di sale al giorno contro un fabbisogno da 1 a 2 gr di sodio al dì. Un’alimentazione arricchita di potassio e magnesio protegge dall’ictus e dall’infarto.

Classificazione della pressione arteriosa negli adulti
(> anni 18)

Categoria
Sistolica (mmHg)
Diastolica (mmHg)
Ottimale
Normale
Normale alta

Ipertensione
Stadio 1
Stadio 2
Stadio 3

Ipertensione
sistolica isolata

< 120 e
120-129 e
130-139 e


140 -159 o
160-179 o
> 180 e


> 140 e

< 80
80-84
85-89


90-99
100-109
< 90


<90


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Dieta per Ipercolesterolemia
Image Si consiglia un consumo di grassi non superiore al 30% delle calorie. Il contenuto di colesterolo è sui 300mg al dì di grassi saturi del 10%.
In caso di insuccesso si passa ad una dieta al 20% di grassi di cui il 7% saturi e 200 mg di colesterolo al dì.
Possiamo fornire in casi particolarmente gravi una dieta di regressione con cui si ottengono risultati molto brillanti.
È sempre utile associare degli antiossidanti quali la vitamina E, la vitamina C, il betacarotene, il selenio. Bisogna ridurre nelle coronaropatie le LDL sotto i 100 mg.

Raccomandazioni dietetiche
(American Hearth Association)

Fase

Grassi ( % calorie totali)

Colesterolo (Mg /die)

Carne o pesce (g / die)

Latte (o derivati)

30

< 300

< 200

parz. scremato (1%)

25

< 250

< 170

parz. scremato (0.5)

20

< 150

< 85

tot. scremato


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Image Dieta per l'Obesit?/b>
È una dieta suddivisa in 5 pasti.
È ricca in cibi crudi, povera di sodio e di grassi il tasso delle calorie varia a seconda del sesso e dell’attività. Son da ridurre gli alimenti ricchi in grassi, calorie, sodio raffinati. Dietaweb Home
Image Dieta per lo Sport
(secondo le linee guida pi?recenti)

Abbiamo studiato delle diete utili nello sport, atte a migliorare le prestazioni degli atleti; esse si fondano sulle ultime scoperte in campo biochimico e fisiologico.
Proteine, carboidrati e grassi provvedono all'energia dell'organismo.
Le funzioni delle proteine sono: la crescita, la ricostruzione dei tessuti e delle cellule, ma esse non rappresentano una buona fonte di energia. Usare proteine come fonte di energia ?per l' uomo costoso, inefficiente ed alla lunga pu?danneggiare la funzione renale ed epatica. I carboidrati e i grassi sono la fonte diretta di energia dell'organismo per qualsiasi forma di attivit? I carboidrati sono la migliore fonte di energia per gli sportivi. I carboidrati si distinguono in zuccheri complessi e semplici.
Gli zuccheri complessi sotto forma di pane integrale, cereali integrali, pasta integrale, polenta, patate, fagioli, piselli, sono ricchi di energia e sono anche una sorgente di fibre, minerali e vitamine. Per gli sports tipo salto e corse brevi i carboidrati provvedono al 100% di energia. Per gli sports di lunga durata sia i grassi sia i carboidrati sono ottime fonti energetiche, ricordiamo che i grassi hanno il doppio delle calorie dei carboidrati.
I depositi di grassi variano da un atleta ad un altro. L'uso dei grassi nell' alimentazione ?limitato dalla difficile digeribilit? dalla loro azione ipercolesteromizzante e dalla facile ossidazione, con sviluppo di radicali liberi.
Le vitamine non contengono energia, per?la somministrazione del complesso B ?indispensabile per la produzione di energia; la somministrazione di vitamina C e vitamina E ?indispensabile per l'azione antiossidante e protettiva delle lesioni muscolari da sport.
Le vitamine D e A si accumulano nei tessuti e possono diventare dannose. I minerali sono molto utili, alcuni di essi aumentano la produzione di energia, entrando come coenzimi nel ciclo di Krebs, come il potassio, il magnesio.
Nei giorni precedenti le gare ?molto utile effettuare il cosiddetto carico di glicogeno. Questa tecnica non ?utile per le gare che durano meno di 90 minuti, essa ?molto indicata nei maratoneti o negli atleti impegnati in gare che durano a lungo. Questa tecnica consiste nell'introdurre nei tre giorni precedenti le gare da 525 a 550 grammi di carboidrati al giorno, pari al 65% delle calorie, ci?aumenta le scorte di glicogeno.
Durante le gare che durano pi?di 60 minuti ?utile introdurre carboidrati sotto forma di bevande zuccherate contenenti 24 grammi di zucchero integrale ogni 300 grammi di liquido, difatti durante l'attivit?sportiva i depositi di glicogeno vanno reintegrati.

Norme per gli atleti:
gli atleti devono introdurre carboidrati complessi, pasta integrale, riso integrale, pane integrale senza grassi e poco sale; questi cibi sono ricchi di minerali, vitamine, fibre. Gli atleti devono introdurre buone quantit?di liquidi per essere idratati durante le gare. La dieta del giorno della gara ?molto importante, ?difatti il momento chiave nell'alimentazione degli atleti, errori dietetici possono pregiudicare l' efficienza della prestazione atletica.

Diamo alcune norme essenziali nell'alimentazione prima della gara:

  • 1) consumare un pasto 3 ore prima della gara
  • 2) il pasto non deve essere abbondante
  • 3) evitare cibi grassi e ricchi di proteine
  • 4) non eccedere in condimenti specie burro
  • 5) non usare zuccheri semplici
  • 6) assumere carboidrati complessi a lento assorbimento, tipo pasta integrale o riso integrale o pain d'epices(segala +miele) pi?frutta fresca.
  • 7) non bere vino o alcolici
  • 8) mangiare lentamente, masticando a lungo
  • 9) ?molto utile assumere potassio e magnesio (polase) compresse 4 al d? i giorni precedenti la gara e 2 compresse la mattina della gara associati a complesso vitaminico del gruppo B a forti dosi (berocca 300 4 compresse al giorno, 2 due ore prima della gara) Per migliorare le proprie prestazioni ?utile infine associare coenzima Q10, compresse 50mgr da prendere 3 al giorno.
  • 10) introdurre liquidi: 2 tazze di acqua 2ore prima della gara pi?una o due tazze 15 minuti prima della gara.

Dopo la gara:

  • 1) assumere cibi ricchi di carboidrati e bevande subito dopo la gara. Essi ricostruiscono le riserve di glicogeno. Per ogni 400 grammi di peso perduti bere due tazze di liquidi
  • 2) rimpiazzare il potassio e il magnesio perduti con l'attivit?fisica. Il contenuto di potassio del sudore ?inferiore a quello del sodio, per?i meccanismi di risparmio del sodio sono superiori, quindi aumentando l' attivit?fisica aumenta di pi?percentualmente la perdita di potassio. Il magnesio entra come coenzima in 300 enzimi, ed ?indispensabile in 5 tappe della glicolisi,( processo fondamentale nella produzione di energia ), nel sudore ?contenuto da 1,5 a 5 meq litro di sudore.

Norma importantissima ?tenere il peso forma; pi?si pesa, pi?aumenta il consumo in calorie a parit?di lavoro, pi?peggiora la performance dell'atleta; ? importante limitare l'introduzione di sale e grassi animali. Per concludere ?essenziale limitare i grassi animali o fritti, le proteine, il sale, bisogna abbondare nei carboidrati integrali e nella frutta ricca di potassio, magnesio e vitamine.

Esempio di dieta, ricca in carboidrati dei giorni precedenti una gara impegnativa:
Colazione: pane integrale gr 100+miele gr 50, o pain d 'epice 150 gr=calorie 450 di cui carboidrati gr 98, proteine gr10, grassi gr 1,5.
Spuntino: ore 10,30: arancia o pesca gr 200= calorie 96,zuccheri gr 22.
Pranzo: pasta integrale o riso integrale gr 200, pesce gr 200, verdura cruda gr 200, olio gr 20, pane integrale gr 100, frutta gr 300, = calorie 1481 di cui carboidrati gr 432, proteine gr67, 4, grassi 27.
Merenda: frutta gr 200 = calorie 96 e carboidrati gr 22.
Cena: riso integrale o pasta integrale gr 100,pane gr100, verdura cruda gr 200, olio gr 20. pesce gr 200 ; per un totale di calorie 980e proteine 51, carboidrati 130, grassi gr 25.
Spuntino ore 22: frutta gr 200= calorie 96 e carboidrati gr22. Totale del giorno calorie 3100 circa, carboidrati gr704, proteine gr135, grassi gr 55,1.
Si consiglia integrare con polase ( Potassio e Magnesio ) compresse 4 al giorno 2 dopo i pasti,+ berocca( complesso B 4 al giorno) pi?vitamina E ( EPHINAL 300 1 al di), pi?coenzima Q10 50 3 al di. L' uso di potassio e magnesio, di vitamine del gruppo B, di coenzima Q10 pu?migliorare realmente il rendimento di ogni atleta.
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