LA DIETA PER LA REGRESSIONE DELLA ARTERIOSCLEROSI DEL PROF CALDWELL B. ESSELSTYN DOCENTE DELLA CLEVELAND CLINIC FOUNDATION (ARTICOLO EDITO NELL'AGOSTO 2000).
Ringraziamo sentitamente il prof ESSELSTYN per avere permesso la pubblicazione per il pubblico italiano di questo articolo.
LA CLEVELAND CLINIC FOUNDATION è ritenuto il 3° migliore ospedale degli USA, ha un organico di 1000 Medici e 120 specialità diverse, ha una succursale in FLORIDA,e la sua Clinica Cardiologica è classificata come una delle migliori degli USA.
LA DIETA PER LA REGRESSIONE DELLA ARTERIOSCLEROSI:
La dieta Americana ricca di grassi è responsabile dell'epidemia della malattia coronarica.
Una dieta vegetariana con meno il 10% di grassi previene lo sviluppo della malattia coronarica, ferma lo sviluppo delle lesioni esistenti,e fa regredire la malattia in molti pazienti.
Educare e motivare i pazienti pùò prevenire le gravi conseguenze della coronarosclerosi.
Anche se gli Americani mantengono il colesterolo totale sotto i 200mg /dl, come raccomandato dalla AMERICAN HEART ASSOCIATION, milioni di essi soffriranno e moriranno di malattie cardiovascolari.
Da numerosi studi è stato evidenziato che bisogna tenere il colesterolo totale sotto i 150 mg per fermare l'epidemia della malattia coronarica.
La mia lunga personale esperienza con i coronaropatici dimostra che bisogna tenere il colesterolo totale sotto questo livello(150 mg) con una dieta povera di grassi ed eventualmente anche con farmaci.
Questa dieta povera di grassi blocca la progressione della coronaropatia e può farla regredire. Sfortunatamente viene consigliato comunemente un livello di 200 mg di colesterolo e una dieta con il 30% di grassi a dispetto dell'evidenza che questo livello è troppo elevato.
Quando si parla di colesterolo la moderazione uccide. QUANDO IL LIVELLO DI COLESTEROLO E' BASSO LA MALATTIA CORONARICA NON ESISTE O SE ESISTE NON PROGREDISCE.
Nel 1985 ho iniziato un programma dietetico per aiutare pazienti affetti da grave coronarosclerosi, essi erano affetti da grave arteriosclerosi coronarica con angina pectoris e le coronarografie mostravano segni di gravi stenosi multiple, talora cosi' avanzate da rendere impossibili gli usuali interventi chirurgici.
24 miei pazienti accettarono di seguire una dieta vegetariana contenente non più del 10% di grassi.
I pazienti hanno escluso dalla loro alimentazione pesce olio, carne e formaggi, potevano mangiare latte scremato,yogurt scremato,formaggi a 0 contenuto di grassi, essi associavano farmaci anti colesterolemici (statine) se la dieta non era sufficiente a mantenere il loro colesterolo sotto i 150mg.
Supporto personale si è reso necessario per questi pazienti per seguire questo programma, che è stato chiamato programma dello stop e della regressione dell'arteriosclerosi.
Per i primi 5 anni i pazienti sono stati controllati 2 volte al mese, nei 5 anni successivi i controlli sono stati mensili, dopo i controlli sono stati ogni 4 mesi. Questi pazienti avevano anche delle riunioni per discutere della dieta, dei farmaci e dei risultati.
18 pazienti hanno aderito a questo trattamento dietetico e farmacologico, portando il loro colesterolo da un livello medio di 237 mg/dl a un livello medio di 137 mg/dl.
Dopo raggiunto questo tasso di colesterolo non si è verificato nessun incidente cardiovascolare,nelle coronarografie non si sono notate ulteriori stenosi e in 8 casi si è accertata regressione delle placche aterogene.,un paziente è deceduto per fibrillazione ventricolare e all'autopsia si è accertata regressione delle lesioni in assenza di infarto.
Sei pazienti non aderenti al trattamento sono tornati al trattamento abituale ed essi hanno sofferto di 13 nuovi episodi cardiovascolari dopo avere abbandonato la nostra dieta (1).
Attualmente dopo 12 anni di dieta 17 pazienti sono ancora in trattamento: il loro tasso di colesterolo medio è di 145 mg/dl e non si è notato progresso delle lesioni,ne sono stati necessari degli interventi chirurgici.(2)
Questi risultati sono importanti perché dimostrano che la riduzione massiva del colesterolo non comporta dei rischi e blocca l'arteriosclerosi coronarica.
CONFERME DA ALTRI STUDI :
Quando il nostro studio ebbe inizio numerosi studi avevano confermato i benefici di un basso livello di colesterolo.
Per esempio il 35% dei casi di coronarosclerosi dello studio di FRAMINGHAM occorreva tra i pazienti con un tasso tra i 150mg e i 200 mg di colesterolo,in contrasto pochi casi si avveravano nei soggetti con un tasso inferiore a 150 mg /dl e nessuno di questi ha avuto infarti mortali (3).
L'arteriosclerosi si sviluppa in silenzio dopo molti anni di dieta grassa,come dimostrano gli studi autoptici dei giovani soldati morti in Corea e Vietnam(4-5), che sono stat trovati affetti da gravi lesioni coronariche stenosanti.
In Cina dove il tasso medio di colesterolo è tra i 90mg/dl e i 150mg/dl e l'alimentazione è quasi vegetariana la malattia coronarica è sconosciuta.(6-7).
Più di 10 anni fa BLANKENHORN e i suoi colleghi dimostrarono che l'arteriosclerosi può fermarsi e regredire abbassando il colesterolo con i farmaci (8-11).
Più recentemente DEAN ORNISH e altri hanno confermato questi risultati con una dieta poverissima di grassi. questi risultati hanno confermato che i migliori risultati si ottengono con una dieta poverissima di grassi associata a dei farmaci ipocolesteromizzanti (9).
Lo studio AVERT ha dimostrato che una aggressiva terapia ipocolesteromizzante è effettiva come la terapia con angioplastica associata alle comuni cure.
I pazienti esaminati nello studio AVERT curati con farmaci e dieta ipolipidica hanno avuto il 13% di complicanze, ciò significa che la terapia farmacologia non è sufficiente.(12)
UNO STUDIO RECENTE HA CONFERMATO CHE I BENEFICI OTTENUTI SONO PROPORZIONALI AL TASSO DI COLESTEROLO CHE SI RAGGIUNGE CON IL TRATTAMENTO (13).
LE CAUSE DELLA ARTERIOSCLEROSI
Gli interventi ( bypass e angioplastiche )sulle arterie coronariche sono fatti per trattare gravi stenosi coronariche,.(14) Comunque l'85% dei casi di infarto è dovuto alla rottura di piccole placche instabili, che non sono visibili sulle coronarografie.
I costosi interventi chirurgici non riducono l'evoluzione della coronarosclerosi.
In contrasto abbassare il livello del colesterolo totale e delle lipoproteine LDL previene l'inizio e il progresso delle lesioni.
Abbassare il livello di colesterolo riduce il livello delle cellule grasse (foam cells) nelle placche e riduce gli enzimi proteolitici.
Come risultato le placche possono restringersi,i loro cappucci stabilizzarsi e diventare meno soggetti alla rottura.
LA RESISTENZA DEGLI AMERICANI AD UNA DIETA POVERA DI GRASSI.
A dispetto della forte evidenza che una dieta povera di grassi e colesterolo riduce il rischio di infarto gli Americani continuano ad aumentare il consumo di grassi.
La televisione e la stampa promuovono il consumo di cibi deliziosi e colorati ricchissimi di grassi.
In ogni occasione : battesimi, matrimoni, funerali banchetti,congressi gli alimenti diventano sempre più ricchi di grassi e dannosi.
Le diete dimagranti promettono calo di peso aumentando il consumo di proteine e grassi.
E' evidente che viviamo in un ambiente estremamente tossico.
L' AMERICAN HEART ASSOCIATION ha fallito lo scopo di bloccare la malattia coronarica
Se la malattia coronarica è considerata un fuoco dirompente e il colesterolo e i grassi sono il suo carburante, l' AMERICAN HEART ASSOCIATION ha consigliato semplicemente di ridurre il carburante.La vera soluzione del problema è di bloccare la causa : ridurre il colesterolo per prevenire e far regredire la malattia coronarica.
BIBLIOGRAFIA:
1)Esselstyn CBJr, Ellis SG, Medendorf SV et al. J Famil.Prac 1995,41:560-568
2) Esselstyn CB, Jr Am.J.Cardiol1999;84.339-341
3) Castelli WP, Doyle JT,Gordon T, et al. Circulation1977,55 :767-772
4) Enos WF, Holmes RH, Beyier J. JAMA 1953;152:1090-1093
5) McNamara JJ, Molot MA Stremple JF et all. JAMA 1971;216:1185-1187
6) Kesteloot H. Huang DX. Yang XS et al. Arteriosclerosis 1985 ;5:427-433
7) Campbell TC,Parpia B, Chen J. Am J Cardiol 1998 ;82(suppl):18T-21T
8) Blankenhorn DH, Nessim HA, Johnson RL, et al.JAMA 1987;257:3233-3240
9) Ornish D, Brown SE, Schervwitz LW, ET ALL. Lancet1990;336:129-133
10) WattsGF,Lewis B. Brunt JN, et al.Lancet 1992;339:563-569.
11) Ornish D, Scherwitz LW Billings JH et alJAMA 1998;280:2001-2007
12) Pitt B,Waters D,Brown WV, et al. N.English j Med 1999;341:70-76
13) Gould AL, Rossow JE. Santanello NC et al. Circulation 1995;91:22/4-2282
14) Forrester JS Shah PK Circulation1997;96:1390-1362
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