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IL PESO IDEALE
Il peso ideale varia a seconda il sesso e l’ossatura: piccola, media, grande.
Attualmente per calcolare il peso corporeo viene usato l’indice di Body Mass. Questo indice esprime i kg per metroquadro di superfice corporea , viene calcolato dividendo il peso corporeo per il quadrato dell’altezza. Esempio = uomo di 70 kg alto 1,70 Si divide 70 kg per 1,70 x 1,70 = 28900. L’indice è uguale a 24221. L'indice è normale tra 18 e 25, sovrappeso sopra i 25, obesità sopra i 30. Per valutare inoltre il grado di obesità a si può misurare la circonferenza della vita a livello ombelicale.
Il rapporto ideale è di < 90 per l’uomo, di < 80 per la donna.
PESO IDEALE PER DONNE DI 25 ANNI E PIU'
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L’ESERCIZIO FISICO
L’esercizio fisico gioca un ruolo fondamentale nella prevenzione e nella terapia dell’obesità e della malattia cardiovascolare.La correlazione tra esercizio fisico e malattia cardiovascolare è nota da molti anni. L’esercizio fisico è anche raccomandato come misura terapeutica nell’ipertensione. Uno studio fatto sugli operai di San Francisco è durato 22 anni. Esso ha accertato la grande differenza tra gli operai che consumavano 7 calorie minuto e quelli che consumavano 1 caloria minuto al di sopra del metabolismo di base: i primi ebbero il 50% in meno di mortalità cardiovascolare.
Lo studio di Framingham ha dimostrato che esiste un rapporto inverso tra l’attività fisica e la mortalità cardiovascolare. Una riduzione della mortalità si verifica sopra un consumo di 2000 calorie settimanali in esercizio fisico. L’esercizio fisico è da consigliare per un minimo di 30 minuti per 3 volte la settimana per un consumo calorico di 750 calorie. Esistono due tipi di esercizio fisico l'anaerobico, e l' aerobico. L' anaerobico consiste di movimenti intensi della durata di pochi minuti, ( tipo salto o sollevamento pesi ) al termine dei quali il soggetto ha contratto un debito di ossigeno. L' aerobico è più lento e prolungato ( tipo corsa o nuoto ), i muscoli lavorano al di sotto delle capacità massime di trasporto di ossigeno, l'esercizio aerobico è quello indicato per ottenere i maggiori benefici. Più elevata è la quantità di ossigeno, che si può consumare al minuto, maggiore è la capacità di eseguire un lavoro aerobico. Esistono su questo argomento innumerevoli studi, tra gli altri uno studio ha dimostrato che un consumo calorico superiore alle 1500 calorie la settimana arresta la progressione delle lesioni coronariche, mentre un consumo calorico superiore alle 2200 calorie la settimana, corrispondente a 6 ore di esercizio settimanale induce regressione delle lesioni coronariche. In un controllo di 22 studi, coinvolgenti 4554 pazienti, seguiti per 3 anni la mortalità totale, la mortalità coronarica, e il reinfarto diminuirono del 20, 22, e del 25% rispetto ai controlli con l' esercizio fisico. Anche in questo studio si è notato un calo netto della mortalità cardiovascolare con l' aumento dell' esercizio fisico. Nell'ipercolesterolemia si ha un calo del colesterolo totale di 10 mgr circa. Sul colesterolo HDL lo sport induce un aumento di questa lipoproteina, che è stato quantificato in 0,308 mgr/dl, per ogni miglio corso la settimana. Nell' obesità un aumento dell'attività sportiva oltre a calo ponderale, induce miglior tolleranza al glucosio e calo dei trigliceridi. Nel diabete tipo 2 l'esercizio fisico migliora la sensibilità all' insulina, e provoca più bassi livelli di insulina e di glucosio. Nel caso di aumento del fibrinogeno l' esercizio fisico provoca un più basso tasso di fibrinogeno (del 15 % ) e una diminuita viscosità del sangue. La viscosità del sangue in ambedue i sessi è stata trovata inversamente proporzionale all 'attività fisica. A livello cardiaco e muscolare a causa dello sport ci sono numerosi adattamenti, proliferazione dei capillari, ipertrofia cardiaca, aumentata captazione di ossigeno. Sia nei soggetti sani sia nei malati l'attività fisica induce una ottimizzazione del lavoro cardiaco con calo della pressione arteriosa e della frequenza, sia a riposo sia sotto carico lavorativo. L'esercizio fisico determina migliore distribuzione del flusso ematico nei muscoli, maggiore estrazione dell' ossigeno a livello periferico, provocando aumento della differenza arterovenosa di O2. E' stato dimostrato che il cuore e i muscoli di soggetti allenati presentano aumento del numero dei mitocondri con aumento delle creste mitocondriali e con maggiore produzione di ATIPI, cioè di energia. Altri studi hanno dimostrato che l' esercizio cronico induce aumento del diametro dei vasi coronarici ed un aumento della densità dei capillari. L 'esercizio può anche ritardare l' osteoporosi, migliorare lo stato di benessere, prevenire la calcolosi biliare. Per concludere è augurabile che sia i soggetti sani sia i cardiopatici pratichino attività fisica di moderata intensità da trenta minuti ad un ' ora al giorno. Come schema di riabilitazione veloce nel post infarto (2 fase) evidenziamo questo programma:
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