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IL DIABETE E LA DIETA

Il diabete è una malattia molto diffusa ed in forte aumento , ad esempio negli Stati Uniti ci sono circa 16 milioni di pazienti diabetici( il 6,2 % della popolazione), e metà di questi pazienti non viene diagnosticata .
Ogni anno 625000 nuovi casi di diabete vengono diagnosticati negli Stati Uniti, il che vuol dire che 1,25 milioni di persone sviluppano diabete ogni anno solo in questa nazione. Il diabete rappresenta la settima causa di morte negli Stati Uniti, i fattori ambientali che ne facilitano l'insorgenza sono: la vita sedentaria , una dieta povera di fibre e ricca di grassi , una alimentazione ipercalorica , l'obesità, l'invecchiamento.
I soggetti diabetici presentano un rischio per malattie cardiovascolari di due -tre volte più alto dei non diabetici , per le donne diabetiche il rischio è di 4-5 volte maggiore. Il diabete viene classificato come diabete insulino dipendente di tipo 1° , e diabete non insulino dipendente di tipo 2°. L' insulina è un ormone proteico ( peso molecolare 5734 ), secreto dalle cellule beta delle insule di Langerhans del pancreas , essa accelera l' ingresso del glucosio nell' interno delle cellule attraverso le membrane cellulari , inoltre l' insulina accelera l ' ingresso degli aminoacidi e del potassio dentro le cellule , in tal modo essa regola il metabolismodei carboidrati , dei lipidi ,delle proteine .

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La longevità è aumentata nell'ultimo secolo, nell' antica Roma o nel 1700 la durata media della vita dell'uomo era di 30 anni, attualmente è di 75 anni.
E' possibile prolungarla ulteriormente? Le più recenti ricerche ci confermano questa ipotesi ; il mezzo più ovvio è quello di una dieta ricca di antiossidanti, che blocchi i radicali liberi, causa prima, oggi accertata dell' invecchiamento. Questa dieta è quella, praticata da tutti i mammiferi, ed è uguale a quella dell'uomo del paleolitico. I mammiferi si difendono dai radicali liberi e dal cancro in vario modo: in primo luogo ogni giorno ingeriscono grandi quantità di bioflavonoidi e di vitamine, in secondo luogo sintetizzano sistemi antiossidanti, cioè superossido dismutasi, catalasi, glutationoper ossidasi come l' uomo, ma soprattutto sintetizzano una quantità impressionante di vitamina C, secondo CHATTERJEEE (10), 10 gr al giorno ogni 70 kg di peso (Un elefante di 6 tonnellate sintetizza circo 800 gr di vitamina C al giorno, oltre quella che ingerisce).
L' uomo e i primati hanno perduto nei millenni l'enzima, che trasforma il glucosio in vitamina C e devono introdurla con gli alimenti.

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(secondo le linee guida più recenti)
Sin dal lontano 1957 l 'AHA (Associazione Americana per il cuore) propose delle modificazioni e delle limitazioni nell' introduzione di grassi nella alimentazione, per cercare di ridurre la grande diffusione delle coronaropatie, la causa principale di malattia e mortalità negli USA e negli stati dell' Occidente.
Da allora sono stati pubblicati degli aggiornamenti periodici, che hanno enfatizzato la riduzione del consumo dei grassi totali, dei grassi saturi, di alcuni grassi insaturi, del colesterolo alimentare, del sale, come cause significative di arteriosclerosi coronarica, successivamente anche l' abuso di alcool fu preso in considerazione per i suoi legami con l'ipertensione, l'ictus, il diabete.
Da quel tempo anche il Governo Federale degli USA e altre organizzazioni sanitarie hanno fatto proprie tali raccomandazioni, difatti livelli di colesterolo totale oltre i 160 mgr/dl (4,1mmol/litro) sono associati a un aumento del rischio per malattia coronarica in tutto il mondo(Hurst).

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LA MORTALITA' DA SALE NEGLI OBESI

Secondo uno studio del 1999 di ricercatori dell'Università di Tulane (New Orleans) una alimentazione ricca di sale aumenta in modo considerevole il rischio di morte da malattie cardiache nei soggetti obesi (1).
(QUESTO STUDIO E' STATO SOSTENUTO E FINANZIATO DAL NHLBI -National Heart,Lung and Blood Institute DEGLI USA).
I ricercatori hanno seguito per un periodo di 20 anni 9485 pazienti di cui 2688 obesi e 6797 normo pesi misurando la giornaliera assunzione di sale , la pressione arteriosa ,il peso corporeo , la storia clinica , le analisi di laboratorio dei vari soggetti (5).

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DIETA E OSTEOPOROSI
E' CREDENZA POPOLARE DIFFUSA CHE UNA DIETA RICCA DI LATTICINI E DI PROTEINE PROTEGGA DALLA OSTEOPOROSI, MA STUDI EPIDEMIOLOGICI E SPERIMENTALI CONTRADDICONO QUESTA IPOTESI, CHE SEMBRA DEL TUTTO FALSA.
NEGLI AMBIENTI SCIENTIFICI PIU' AGGIORNATI OGGI SI PENSA CHE L'OSTEOPOROSI SIA DOVUTA PIU' CHE A CARENZA ALIMENTARE DI CALCIO AD UNA MAGGIORE PERDITA DI CALCIO URINARIO, PROVOCATA DA UNA DIETA IPERPROTEICA O DA ALTRE CAUSE.

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