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LA  DIETA  CRUDA .


La dieta cruda si è in grande auge negli Stati Uniti , sono nati numerosi ristoranti e circoli per crudisti, persino delle linee aeree hanno inserito dei menù crudi .
Secondo il British Medical Journal del settembre 1996 includere cibi freschi e crudi nella propria alimentazione, diminuisce del 24% la mortalità da malattie cardiovascolari .
Otto milioni di specie, delle quali 700.000 animali , esistenti sulla terra crescono e vivono con alimenti crudi.
Solo gli uomini fanno cuocere quello che mangiano e cosi' l'aspettativa della loro vita si accorcia del 50% circa .
I mammiferi vivono difatti molte volte il loro periodo di sviluppo, esempio il cavallo diventa adulto ad 1 anno e vive fino a 30 anni .

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I FATTORI DI RISCHIO

I fattori rischio aumentano la frequenza  delle malattie cardiovascolari , essi dipendono dalle caratteristiche fisiche degli individui e da errate abitudini.
Gli stessi fattori facilitano sia il rischio di infarto che di ictus.
Più fattori rischio un individuo ha, più aumenta il rischio di malattie cardiovascolari.
Alcuni fattori rischio sono modificabili ,altri no .

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LA DIETA PER  L'IPERTENSIONE

 

 

(DOTT- C.MANGANARO

SPEC-IN CARDIOLOGIA E DIETOLOGIA -TORINO)


 

L'ipertensione è una malattia estremamente diffusa, si calcola che negli USA, esistano 50 milioni di persone ipertese, con una pressio ne arteriosa superiore a140/ 90, si può anche affermare che sopra i 60 anni una persona su due è affetta da ipertensione, di conseguenza l' ipertensione è una delle più comuni malattie esistenti nel mondo attuale.

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LA DIETA DASH


La dieta DASH (Dietary Approaches to Stop Hypertension) usata per il trattamento dell'ipertensione e delle complicanze è molto diffusa negli USA.


La dieta DASH è stata studiata e sperimentata da ricercatori dell'Università di Harvard ed è stata finanziata (11.000.000 dollari) dal National Heart, Lung and Blood Institute del Governo USA .


Questa dieta (secondo una analisi dettagliata pubblicata su Annals of International Medicine 18-12-2001 ),caratterizzata da un basso contenuto di sodio ha dimostrato una potente azione ipotensiva in tutti i gruppi di persone esaminate senza nessuna eccezione, ha indotto inoltre calo del colesterolo LDL ( American Journal of Clinical Nutrition luglio 2001) e dell'omocisteina , fattore rischio cardiovascolare molto pericoloso ( Circulation 22 Agosto 2000).

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IL CROMO E IL DIABETE 2°


Nel 1959 Mertz e altri (1)isolarono nel ratto il Glucose Tollerance Factor o GTF, un complesso organico costituito da 2 molecole di niacina (vit PP ),3 aminoacidi (glicina , cisteina ,acido glutammico), con al centro un cromo trivalente(Cr+++) e identificarono in questo complesso il responsabile del legame dell'insulina ai siti recettoriali delle cellule bersaglio .
Le ricerche di Mertz (2)rilevarono che l'insulina in assenza di Cr-GTF, era meno efficace nel mediare la captazione del glucosio e quindi la produzione di energia.
Nel 1977 una donna alimentata con nutrizione parenterale sviluppò un grave diabete , che migliorò decisamente con l'aggiunta di cromo, da allora numerosi altri casi sono stati individuati e di routine viene aggiunto cromo all'alimentazione parenterale. (6)

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